Da IlGiornalaccio.it

 
 

http://www.ilgiornalaccio.it

 

 

Singolare e gioioso approccio alla forma del romanzo questa opera prima dell’altrimenti nota e temuta esperta gastronomica Roberta Schira.
Anche per un non addetto ai lavori d’Arte culinaria l’alternanza dei capitoli narrati e delle parti concernenti i piatti proposti non inceppa la lettura, anzi: si finisce col gustare con curiosità le ricette sulla carta, magari auspicando di assaporarle un giorno in maniera più concreta.

I numerosi personaggi presentati con leggerezza, ma con sincera partecipazione, danno vita a un balletto di coppie dalle affinità elettive o repulsive che li porta gradatamente a convergere verso un atipico pranzo funebre, che risulta catarticamente un nuovo inizio per tutti (eccettuata forse la persona defunta, che in fondo nessuno rimpiange).
Vengono alla mente altri minuziosi preparativi conviviali, soprattutto cinematografici, quali
Il pranzo di Babette, la cena dell’Epifania joyciana di The Dead, e Chocolat.

L’Autrice si distingue per la sicura maturità con cui fa dialogare le varie voci, oltre che per la maestria sfoggiata nell’offrire i suoi consigli di cucina, il tutto condito con un pizzico di autoritarismo che le fa apertamente dire: “siete nel mio libro e comando io”.

Marco Morello – 26, settembre,2007