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Esordio
in narrativa di Roberta Schira. Con “Piazza Gourmand” realizza
il primo romanzo culinario italiano. “Una forma nuova: le ricette
parte integrante della trama”
di Marco Viviani
(m.viviani@cremaonline.it)
«L’ho
scritto cercando di dare la sensazione al lettore di sedersi a tavola
coi protagonisti».
Così dice Roberta Schira del suo nuovo libro, Piazza Gourmand (Ponte
Alle Grazie, 206 pp, 14 euro), il primo romanzo culinario dell’editoria
italiana.
Altro che il sogno del giovane Holden (incontrare di persona l’autore
del tuo romanzo preferito): qui ci si mette a tavola con i piatti preferiti
dei protagonisti. Ricostruire un piccolo pezzo della vita immaginata attraverso
le ricette in fondo alla storia. Tante storie, quelle raccontate in questo
romanzo che ha impegnato per due anni l’autrice de L’amore
goloso, nota giornalista esperta di alta cucina e gastronomia, finalista
a due premi letterari (Bancarella e Minori-Amalfi), in un esordio nella
fiction molto ambizioso.
«Al progetto di romanzo sono arrivata col tempo, anche perché
la casa editrice, all’inizio, mi ha consigliato di cominciare coi
racconti. Naturalmente, la sfida a questo punto per me è diventata
ancora più interessante».
LA TRAMA?
A RASTRELLO
E la sfida
è vinta. Piazza Gourmand si basa su uno stratagemma narrativo a
“rastrello”: il lettore incontra vari personaggi e la loro
storia, che poi si interrompe perché ne cominci un’altra.
Soltanto a metà della lettura le vicende cominciano a incrociarsi,
fino alla conclusione, nella omonima piazza nella quale simbolicamente
si riuniscono tutti attorno a una grande tavolata.
Dentro la trama, c’è un po’ di tutto: un grande chef
finisce per strada, due ricchi coniugi litigano al ristorante, due coppie
restano chiuse in ascensore e iniziano a mangiare, amanti golosi si incontrano
in un motel fra torte e sformati…. «La mia curiosità,
la mia inclinazione per la psicologia sono uscite con questo lavoro»
racconta la Schira. «Tutto è servito, anche le chiacchiere
coi tassisti».
Nel romanzo si intersecano storie d’amore, gelosia, sesso, passione,
in particolare le ossessioni, che vengono addirittura visualizzate all’interno
del testo con riproduzioni di pagine web, e-mail, scontrini fiscali. È
un testo graficamente molto complesso e colto: non c’è capitolo
che non abbia un’epigrafe (dove vengono citati Deleuze, Dante, Shakespeare,
Aristotele…) e c’è persino un disegno prospettico della
piazza e degli edifici nei quali incontreremo i personaggi e subito dopo
un ordine di apparizione in stile drammaturgico; eppure miracolosamente
riesce di facile lettura. «Questo lo devo anche alla splendida editor
che mi ha dato una mano nella fase di stesura: Laura De Tomasi».
Ma la vera caratteristica originale sta nell’inserimento di vere
ricette culinarie nel libro: «Non ci sono precedenti nella letteratura
italiana, e non c’entra con la Allende di Afrodita, dove il cibo
è un pretesto: piuttosto mi sono ispirata al bellissimo Aglio e
Zaffiri di Ruth Reichl (tradotto e pubblicato da Ponte Alle Grazie, ndr),
quando si trovò a fare la la critica per il New York Times».
Molte le ricette presenti nel libro, gran parte delle quali dell’autrice
stessa, ma ci sono anche tre perle, tre grandi chef ospiti illustri e
parte integrante del romanzo: Heiz Beck del Ristorante la Pergola dell'Hilton
a Roma, Carlo Cracco del ristorante Cracco a Milano e Ferran Adrià
del ristorante El Bulli a Roses.
NEL CASSETTO
GIÀ MOLTI ALTRI PROGETTI
Come capita
spesso agli esordienti che hanno alle spalle molta esperienza e una professione
legata ai propri studi, l'autrice vive in questo momento uno stato di
grazia: scrive moltissimo, è piena di idee e progetti.
Forte della calma di chi sa come gestirli senza farsi travolgere.
«Sto lavorando a un libro sulle frattaglie, anche questa una novità,
e ho già in mente un nuovo romanzo per il 2009».
Intanto però, bisognerà promuovere questo. «Con il
libro precedente credo di aver fatto almeno 50 presentazioni in tutta
Italia. Cercheremo di fare altrettanto». A partire da Bari, dove
la Schira è stata invitata ad un festival.
Anche
Crema farà capolino nella promozione del romanzo, ma con un evento
pensato appositamente: Angelo Dossena, vulcanico art director e amico
dell’autrice, sta lavorando ad un’opera culinaria in 12 atti
(tante quante le ricette che verranno rappresentate e cucinate da grandi
chef) che quest’inverno omaggerà pubblicamente Roberta Schira
e il suo ingresso nel mondo della narrativa.
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