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domenica
23 settembre 2007
Piazza Gourmand - recensione
Vi svelo, che mentre aspettavo la pubblicazione di questo libro e con
non poca curiosità, pensavo a quanto entusiasmo ed impegno metta
Roberta Schira in ogni suo lavoro, in ogni suo scritto. Così è
stato e così, evidentemente, è. Questa mia affermazione,
sfacciatamente assolutista, è stata ulteriormente avvalorata dalla
lettura delle prime pagine del romanzo. Sfogliarle, significa scoprire
diversi, ma importanti aspetti, che caratterizzano la vita e le esperienze
della scrittrice cremasca; la sua intima e personale visione dell’esistenza,
della realtà, a volte così appagante e sovente gelida, unitamente
ai problemi e vicissitudini che influenzano i rapporti interpersonali
nella mera e noiosa quotidianità.
Affiorano dagli abissi dell’anima, eventi lasciati nella penombra
dell’esistenza; esplodono come un diabolico ordigno, storie di vita
vere, aspettative, sogni notturni ed incubi metropolitani, sconfitte,
delusioni, trionfi e celebrate vittorie. Una sorta di rappresentazione
teatrale presentata in tempo reale, dove la scenografia appare come vita,
splendore ma anche sofferenza e tormenti. Un brivido accarezza i miei
pensieri e identifico, dunque, la “Piazza”, che, con enfasi
l’autrice descrive così: affollata d’umanità!
Perciò, inesorabile sequenza d’eventi, chiari, precisi che
coinvolgono ed assorbono i diversi e poliedrici personaggi del libro,
dove la parola cibo e la sua indiscussa ritualità, assume la dirompente
connotazione di mezzo, intersecandosi nei diversi racconti dell’opera
e dove, proprio il cibo, diventa supporto univoco nelle varie trame narrate,
mantenendo tuttavia, una voluta contiguità di sorta che impreziosisce
il lavoro.
Parole ed immagini, si fondono assieme per arricchire il significato del
romanzo; le rappresentazioni grafiche presenti, sono delineate con voluta
caparbietà, ricerca ed abilità grafica, enfatizzando in
sostanza, le ossessioni umane, molto spesso compulsive e pericolose. Scelta
premiante questa, per stigmatizzare il significato del libro e, senz’altro,
modus innovativo dal punto di vista dell’attuale comunicazione.
Roberta Schira, in maniera intrigante ed istrionica, tratta il più
universale dei temi, che nel corso della storia, è stato ripreso,
discusso, narrato ed evocato da grandi ed illustri sperimentatori del
pensiero, come Platone e Hegel, senza però mai giungere a certezze.
Infatti, chi le cerca in Piazza Gourmand, non le troverà; altresì
alla fine, unitamente al piacere di un’ottima lettura, si aprirà
ancora una volta l’atavica ed immortale domanda sulla vita e sui
dubbi che per fortuna esistono e da sempre ci accompagnano. Cibo, vita,
riflessioni, ossessioni e vari spunti per innescare un forte stimolo esistenziale;
un menu ricco, variopinto, formidabile, realizzato con eleganza ed abilità
da Roberta. Un fulgido e lungimirante esempio di narrativa d’ottima
qualità, realizzato da un’eccellente scrittrice. Così
è! [SB]
[Ponte alle Grazie]
Scritto da Mangiaebbina Food&beverage [b]log il domenica 23 settembre
2007 alle 10:30:49 da Stefano Buso
Rosalba
Torretta- Il Torrazzo- 22.09.07
Roberta
Schira, Piazza Gourmand, romanzo culinario, Ponte alle Grazie, Euro 14,00
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