Da Il Blog di Stefano Buso

 
 
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domenica 23 settembre 2007
Piazza Gourmand - recensione
Vi svelo, che mentre aspettavo la pubblicazione di questo libro e con non poca curiosità, pensavo a quanto entusiasmo ed impegno metta Roberta Schira in ogni suo lavoro, in ogni suo scritto. Così è stato e così, evidentemente, è. Questa mia affermazione, sfacciatamente assolutista, è stata ulteriormente avvalorata dalla lettura delle prime pagine del romanzo. Sfogliarle, significa scoprire diversi, ma importanti aspetti, che caratterizzano la vita e le esperienze della scrittrice cremasca; la sua intima e personale visione dell’esistenza, della realtà, a volte così appagante e sovente gelida, unitamente ai problemi e vicissitudini che influenzano i rapporti interpersonali nella mera e noiosa quotidianità.
Affiorano dagli abissi dell’anima, eventi lasciati nella penombra dell’esistenza; esplodono come un diabolico ordigno, storie di vita vere, aspettative, sogni notturni ed incubi metropolitani, sconfitte, delusioni, trionfi e celebrate vittorie. Una sorta di rappresentazione teatrale presentata in tempo reale, dove la scenografia appare come vita, splendore ma anche sofferenza e tormenti. Un brivido accarezza i miei pensieri e identifico, dunque, la “Piazza”, che, con enfasi l’autrice descrive così: affollata d’umanità! Perciò, inesorabile sequenza d’eventi, chiari, precisi che coinvolgono ed assorbono i diversi e poliedrici personaggi del libro, dove la parola cibo e la sua indiscussa ritualità, assume la dirompente connotazione di mezzo, intersecandosi nei diversi racconti dell’opera e dove, proprio il cibo, diventa supporto univoco nelle varie trame narrate, mantenendo tuttavia, una voluta contiguità di sorta che impreziosisce il lavoro.
Parole ed immagini, si fondono assieme per arricchire il significato del romanzo; le rappresentazioni grafiche presenti, sono delineate con voluta caparbietà, ricerca ed abilità grafica, enfatizzando in sostanza, le ossessioni umane, molto spesso compulsive e pericolose. Scelta premiante questa, per stigmatizzare il significato del libro e, senz’altro, modus innovativo dal punto di vista dell’attuale comunicazione.
Roberta Schira, in maniera intrigante ed istrionica, tratta il più universale dei temi, che nel corso della storia, è stato ripreso, discusso, narrato ed evocato da grandi ed illustri sperimentatori del pensiero, come Platone e Hegel, senza però mai giungere a certezze. Infatti, chi le cerca in Piazza Gourmand, non le troverà; altresì alla fine, unitamente al piacere di un’ottima lettura, si aprirà ancora una volta l’atavica ed immortale domanda sulla vita e sui dubbi che per fortuna esistono e da sempre ci accompagnano. Cibo, vita, riflessioni, ossessioni e vari spunti per innescare un forte stimolo esistenziale; un menu ricco, variopinto, formidabile, realizzato con eleganza ed abilità da Roberta. Un fulgido e lungimirante esempio di narrativa d’ottima qualità, realizzato da un’eccellente scrittrice. Così è! [SB]
[Ponte alle Grazie]
Scritto da Mangiaebbina Food&beverage [b]log il domenica 23 settembre 2007 alle 10:30:49 da Stefano Buso

Rosalba Torretta- Il Torrazzo- 22.09.07

Roberta Schira, Piazza Gourmand, romanzo culinario, Ponte alle Grazie, Euro 14,00