Un posto dove appendere il cappello
di Lorenzo Cairoli
13 Febbraio 2008
‘Il libro delle frattaglie’ - Nel libro della Schira, c’è un po’ del Cairoli e della sua trippa


Qualche giorno fa succede una cosa buffa che mi farà sorridere per tutta la giornata. Trovo nella mia posta elettronica una e-mail di Edoardo Rasssspelli, una delle sue e-mail un po’ clintoniane che invia a te e a un altro mezzo miliardo di amici e di colleghi. Mi informa, Rasssspelli, che martedi 12 febbraio presso l’Auditorium del Mondadori Multicenter di Milano presenterà insieme ad Allan Bay ‘Il libro delle frattaglie’ di Roberta Schira e Franco Cazzamali, macellaio bergamasco in Romanengo. La mia risposta a Rasssspelli è immediata. “Grazie Rasssspelli, quel libro è anche un po’ mio. Una decina di paginette sono del Cairoli“. Il Rassss che lo ignorava, ringrazia e saluta.

Il libro è uscito in tutte le librerie il 31 gennaio, costa 18 euro (2 euro in meno di quello che Carlo Cracco pretende per un suo bignè fritto di cioccolato bianco e nespole) ed è pubblicato da Ponte alle Grazie nella intrigante collana ‘Il lettore goloso’ diretta da Allan Bay. Copertina con foto virata di Bruno Barbaglio (molto francese), raffinata bordatura in rosso cardinalizio, uno strepitoso lavoro di editing di Laura De Tomasi, più di trecento ricette, che spaziano da quelle più grevi, aspre ed eccitanti come il sangue di pollo in padella, le orecchie di maiale brasate, la tofeja canavese, il migliaccio, la battuta di diaframma, la milza all’aceto, il budino di cervella a quelle più alchemiche dei migliori cuochi della nostra vita, come il grissino bollito con salsa di cibreo e polvere di salvia di Enrico Bartolini, la trippa istantanea di Aimo Moroni o l’hamburger di animelle con uovo cotto a bassa temperatura e tartufo bianco dell’inarrivabile Ivanone Mestriner. Roberta e Franco raccontano le frattaglie quasi fossero avori, giade, o smalti, ne parlano con chiarezza ultramarina, in un libro che ha tutta l’aria di volersi imporre come testo definitivo nella materia. E c’è persino un’appendice di quinto quarto ittico, col belu carlofortino, la bulzonaglia, le budelline di stocco, il lattume, la curadura di agoni. La scrittura è agile, di rara lepidezza, l’autorevolezza degli autori fuori discussione. Cazzamali ci mette un’esperienza che non ha eguali in Italia, Roberta un lavoro di ricerca mostruoso. Aneddoto. Ci siamo conosciuti epistolarmente. Roberta navigava in cerca di informazioni: “Il carnacuttaro il mitico venditore di frattaglie della tradizione campana vende piedini e testina di maiale o/e trippa di vitello o trippa di maiale ? Questa figura esiste anche nella cultura siciliana? Ho chiesto un po’ in giro e nessuno ha saputo rispondermi con chiarezza“. Trovò il mio blog e da cosa nacque cosa. Sapendo del mio amore per la trippa e per le frattaglie mi chiese un contributo che ora potrete leggere a partire da pagina 303. Libro aereo e cupido, che distilla il meglio di una cucina, per secoli e a torto, considerata cucina dei poveri, ‘Il libro delle frattaglie’ è un libro da acquistare imperativamente. Parafrasando Nina Killham ‘la vita senza libri come questo di Roberta è inimmaginabile. Come il Cristianesimo senza Bibbia”.

© Lorenzo Cairoli